ONE (il vecchio pazzo di Paùl )

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    loxodrom
    Partecipante

    One
    Il vecchio pazzo di Paul)

    Ricordo benissimo il vecchio pazzo che qualcuno mi disse aver girato molto, molto gli Stati Uniti, e che ballava house la notte della festa a Paùl, quando bevvi molti, molti Gin e Coca, e Grogue, distribuendo biglietti da un dollaro ai bambini. C’ era scritto ONE, grosso, questo e’ il ricordo piu’ nitido che ho di quella notte dove tutto il resto e’ confuso nelle luci sfocate, nella musica e nel ruggire delle onde dell’ oceano, oltre al vecchio pazzo, ai tamburini e all’ odore di murena fritta; questa scritta c’era in quella notte, ONE, ed i 5 vecchi tamburini che come sempre nelle notti di festa a S.Antao percorrevano su e giu’ le strade del villaggio, litigando sui ritmi, a volte. Solo che nel ricordo quei tamburi non emettono nessun suono. Nessun suono che superasse il ruggito delle onde dell’ oceano, per lo meno. Ricordo i tamburi, ricordo esattamente e nitidamente la pelle, il suo bel colore ed il modo in cui era tirata, ed il dettaglio delle mazze che li percuotevano, come al rallentatore, pero’, e nitidamente comunque anche queste, ma non ricordo nessun suono che sovrastasse il ruggito, nella notte, dell’ oceano lungo il quale sorge e si snoda il Villaggio di Paùl; presi le bacchette e rullai il passo di piazza, in ogni modo.
    Ancora una volta ero in un paese straniero ed ero solo. Decisi che mi ero rotto le scatole, che ne avevo abbastanza, e che da allora avrei dovuto ricordarmi che mi ero rotto le scatole e che ne avevo abbastanza di girare da solo: alla fine tutto quello che restava erano strade, strade, strade.
    C’ era questa cosa, grande, ONE, e i bambini che si rincorrevano e giocavano, e le file di lampadine ad illuminare la festa e le strade del villaggio, al modo in cui si illuminavano le balere, forse, nelle feste paesane, nelle notti estive nei paesi italiani degli anni’50.

    Capo Verde cesso’ forse solo quella notte e nel tempo dilatato di quel rullio muto, di essere solo un ostacolo da superare velocemente, un passaggio, un inconveniente che si frapponeva tra me e le Antille Olandesi.

    ” Caffè Atlantico”
    FRANCESCO AVERANI

    imported_emilio
    Partecipante

    O meu nome è Antao
    espirito de mata
    de vale de Paùl

    emilio on the hills!

    loxodrom
    Partecipante

    citazione:


    One
    Il vecchio pazzo di Paul)

    Ricordo benissimo il vecchio pazzo che qualcuno mi disse aver girato molto, molto gli Stati Uniti, e che ballava house la notte della festa a Paùl, quando bevvi molti, molti Gin e Coca, e Grogue, distribuendo biglietti da un dollaro ai bambini. C’ era scritto ONE, grosso, questo e’ il ricordo piu’ nitido che ho di quella notte, oltre al vecchio pazzo, ai tamburini e all’ odore di murena fritta; questa scritta c’era in quella notte, ONE, ed i 5 vecchi tamburini che come sempre nelle notti di festa a S.Antao percorrevano su e giu’ le strade del villaggio, litigando sui ritmi, a volte. Solo che nel ricordo quei tamburi non emettono nessun suono. Nessun suono che superasse il ruggito delle onde dell’ oceano, per lo meno. Ricordo i tamburi, ricordo esattamente e nitidamente la pelle, il suo bel colore ed il modo in cui era tirata, ed il dettaglio delle mazze che li percuotevano, come al rallentatore e nitidamente comunque anche queste, ma non ricordo nessun suono che sovrastasse il ruggito, nella notte, dell’ oceano lungo il quale sorge e si snoda il Villaggio di Paùl; presi le bacchette e rullai il passo di piazza, in ogni modo. C’ era questa cosa, grande, ONE, e le file di lampadine ad illuminare la festa e le strade del villaggio, al modo in cui si illuminavano le balere, forse, nelle feste paesane, nelle notti estive nei paesi italiani degli anni’50.

    Capo Verde cesso’ forse solo quella notte e nel tempo dilatato di quel rullio muto, di essere solo un ostacolo da superare velocemente, un passaggio, un inconveniente che si frapponeva tra me e le Antille Olandesi.

    franz


    franz
    http://www.capoverdeavventura.com

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