LA CARESTIA DEL ’35

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Questo argomento contiene 2 risposte, ha 0 partecipanti, ed è stato aggiornato da  loxodrom 15 anni, 2 mesi fa.

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    loxodrom
    Partecipante

    LA CARESTIA DEL ‘35
    Poi quando l’ aria in citta’, a Mindelo, diviene veramente troppo calda, verso meta’ mattina, quando si attenua e cessa il fluire animato della sua vita nelle larghe strade del centro e dentro i vicoli intorno al mercato del pesce, ed i moscerini prendono coraggio e diventano un nugolo insistente intorno agli occhi vitrei dei grossi tonni rimasti invenduti, interi o smembrati in pezzi sui banchi del mercato lordi di sangue e umori, allora ci si dimentica di essere in una citta’ atlantica e l’ aria frizzante evapora, e si stempera nell’ afa di una qualsiasi citta’ africana e tropicale.
    Allora si puo’ trovare scampo al caldo salendo al Monte Verde attraverso la strada tutta tornanti che si diparte dalla direttrice per Bahya, e che in spirali sale avvolgendosi lungo i fianchi bruni e scoscesi del Monte fin quando veniamo avvolti dalle nuvole, e nell’ aria fresca anche la vista della baia e’ celata dalla cortina bianchescente delle nubi.

    Ripenso al rito mattutino della lunga colazione nel buio del Caffe’ Portugal, Rua Lisboa, Cachupa Grisada, naturalmente, due pastelas di pesce e il caffe’ dolce e rotondo di S.Antao, la consueta chiacchierata col mio amico Joan, un ragazzo di 78 anni con una luce straordinaria negli occhi, e quello che mi ha raccontato oggi. I fratelli persi durante la carestia del 35, quando non c’era proprio niente da mangiare, e la nave americana che venne in soccorso con un carico di grano, e si areno’ sui banchi al largo di Porto Novo ed il carico ando’ perduto, ed i marinai che piangevano.Joan che risponde in creolo a me che gli parlo in italiano, poche parole intervallate da lunghi silenzi, senza capirci quasi mai con le parole in se: non ce n’e’ realmente bisogno. A volte si capiscono le cose meglio senza capire le parole. E poi, posso offrirvi la colazione, Joan? E’ la frase rituale, tutte le mattine. Joan che risponde con un gentile e condiscendente cenno del capo; a domani, Joan. A manana, Fransisco

    “Caffè Atlantico”
    FRANCESCO AVERANI

    imported_mapi
    Partecipante

    il tuo racconto è molto bello ( e complimenti naturalmente anche per gli altri). specialmente concordo che a volte ci si capisce di più con gli sguardi che non con le parole….

    loxodrom
    Partecipante

    citazione:


    LA CARESTIA DEL ‘35
    Poi quando l’ aria in citta’, a Mindelo, diviene veramente troppo calda, verso meta’ mattina, quando si attenua e cessa il fluire animato della sua vita nelle larghe strade del centro e dentro i vicoli intorno al mercato del pesce, ed i moscerini prendono coraggio e diventano un nugolo insistente intorno agli occhi vitrei dei grossi tonni rimasti invenduti, interi o smembrati in pezzi sui banchi del mercato lordi di sangue e umori, allora ci si dimentica di essere in una citta’ atlantica e l’ aria frizzante evapora, e si stempera nell’ afa di una qualsiasi citta’ africana e tropicale.
    Allora si puo’ trovare scampo al caldo salendo al Monte Verde attraverso la strada tutta tornanti che si diparte dalla direttrice per Bahya, e che in spirali sale avvolgendosi lungo i fianchi bruni e scoscesi del Monte fin quando veniamo avvolti dalle nuvole, e nell’ aria fresca anche la vista della baia e’ celata dalla cortina bianchescente delle nubi.

    Ripenso al rito mattutino della lunga colazione nel buio del Caffe’ Portugal, Rua Lisboa, Cachupa Grisada, naturalmente, due pastelas di pesce e il caffe’ dolce e rotondo di S.Antao, la consueta chiacchierata col mio amico Joan, un ragazzo di 78 anni con una luce straordinaria negli occhi, e quello che mi ha raccontato oggi. I fratelli persi durante la carestia del 35, quando non c’era proprio niente da mangiare, e la nave americana che venne in soccorso con un carico di grano, e si areno’ sui banchi al largo di Porto Novo ed il carico ando’ perduto, ed i marinai che piangevano.Joan che risponde in creolo a me che gli parlo in italiano, poche parole intervallate da lunghi silenzi, senza capirci quasi mai con le parole in se: non ce n’e’ realmente bisogno. A volte si capiscono le cose meglio senza capire le parole. E poi, posso offrirvi la colazione, Joan? E’ la frase rituale, tutte le mattine. Joan che risponde con un gentile e condiscendente cenno del capo; a domani, Joan. A manana, Fransisco

    franz


    franz
    http://www.capoverdeavventura.com

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