Delitto a S.Maria

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Questo argomento contiene 9 risposte, ha 0 partecipanti, ed è stato aggiornato da  margherita123 18 anni fa.

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    margherita123
    Partecipante

    L’altra notte, verso le 24, Antonio, un giovane capoverdiano di 23 anni, originario di Santiago, e’ stato brutalmente assassinato a pugnalate da un sedicenne, anch’esso capoverdiano, abitante ad Espargos.
    Sembra che, dopo una prima pugnalata ricevuta Antonio si sia rifugiato all’interno del Cultural Cafe’ probabilmente in cerca di aiuto, e’ stato pero’ inseguito dal proprio assassino che gli ha inferto altre 7 pugnalate, finendolo fra la paura e gli sgardi inorriditi dei turisti che affollavano il bar.
    All’origine della tragedia storie di droga…
    Conoscevo Antonio e l’accaduto mi addolora profondamente.
    Non e’ forse questo il momento ne’ la sede per avviare una analisi di cio’ che si cela dietro questo tragico evento.
    Vorrei solo evidenziare alcune profonde contraddizioni che si stanno manifestando sempre piu’ nella realta’ del piccolo paese di S.Maria.
    Il boom del turismo e il grosso afflusso di capitali esteri non hanno modificato le condizioni di vita della maggior parte dei capoverdiani.
    Essi continuano a vivere in abitazioni (se cosi’ si possono chiamare!) miserevoli , senza acqua ne’ luce, i loro stipendi sono bassissimi (250-300 euro al mese!)ed i prezzi del cibo (come di qualunque altro bene) sono decisamente elevati.
    A cio’ si deve aggiungere la piaga della droga (cocaina, crack) e dell’alcool che diventano per molti un ottimo rifugio per sfuggire ad una quotidianita’ miserevole.
    Viene naturalmente da pensare che – almeno per ora – il turismo e l’apparente benessere abbiano portato piu’ problemi di quanti ne abbiano risolti…
    A voi le dovute riflessioni…
    …e ad Antonio, abile ballerino del Funana’, un pensiero ed un ricordo…
    Marzia

    giova
    Partecipante

    mimmo
    Partecipante

    A mio avviso la tua analisi di tipo economico-sociologico, seppur, sintentica, rende molto bene l’idea dei pericoli cui possono incorrere quelle economie depresse sparse per il mondo che, all’improvviso, risultano “preda” di massicci investimenti produttivi, i cui profitti, solo in piccola parte, vengono reinvestiti nel paese ospitante in un ottica sicuramente non finalizzata alla sua crescita economica. Quì entriamo in una questione molto delicata e complessa che mette a confonto paesi ricchi e paesi poveri, settentrione e meridione, etc. etc. ma che dovrebbe farci molto riflettere. Nel mio caso specifico, se decido di andare a Cabo, sono consapevole del fatto che il 99,9 % della mia spesa, che vuol dire profitto per la controparte, (soggiorno presso, es. Bravo Club e noleggio attrezzatura da windsurf) va a beneficio di economie estranee al paese ospitante, ma io lo faccio solo per pura passione sportiva. Per questo ritengo sia è opportuno e doveroso da parte nostra, mantenere un comportamente dignitoso e rispettoso verso la cultura che ospita il nostro soggiorno turistico, una cultura certamente povera di mezzi economici ma ricchissima di contenuti unmani e spirituali che vanno salvaguardati e protetti.
    Scusate la paternale.

    Mimmo

    bruxa
    Partecipante

    Non ho conosciuto Antonio ma mi spiace molto per lui.
    Spero che la Camera MUnicipale di Sal e il Governo capoverdiano si rendano conto degli errori ed orrori che si stanno compiendo su quest’isola.
    Se andiamo avanti così Sal arriverà agli stessi contrasti tipici del Brasile, dove da una parte trovi la miseria più nera e dall’altra i super alberghi con paffuti turisti.
    I grossi investitori di Sal pare non abbiano nessun interesse a migliorare le condizioni esterne ai villaggi….. Dopo qualche anno di sfruttamento intenso si sposteranno ed andranno a rovinare qualche altra isola.
    Spero non succeda nella mia Boavista, anche se purtroppo due villaggioni sono già in costruzione.
    Fortunatamente, dall’altra parte ci sono anche realtà turistiche più piccole che permettono al turista di vivere l’isola non da gallina in un pollaio e lo obbligano nel contempo a girare per i ristorantini, per i bar e per i negozietti capoverdiani per fare la spesa. Questo significa lasciare soldi sull’isola e non solo agli investitori stranieri.
    Sono molto amareggiato per quello che è successo Antonio e spero che cio che è accaduto a lui suoni come un fastidiosissimo campanello d’allarme per chi lavora/investe e vive a Capoverde e soprattutto per quei “grossi” investitori.
    Ciao
    Ale

    rosanna
    Partecipante

    E suoni come un fastidiosissimo eco nella coscienza di coloro che vanno ad inquinare la cultura e le abitudini di un luogo pretendendo di soddisfare sempre e comunque i propri vizi.
    Il problema non è solo il megavillaggio. Il problema è anche l’essere umano, quel vacanziero idiota e deviato che con il portafogli gonfio di soldi pretende di avere tutto quello che gli passa per la testa.
    E trova terreno fertile in un posto dove la gente dorme in stalle e non sempre ha di che mangiare.

    E’ morto un giovane ragazzo, è morto Antonio, con i suoi sogni, i suoi progetti, le sue speranze. Cerchiamo di ricordarlo nei suoi giri di funanà.

    E promettiamoci di fare di tutto il nostro possibile per difendere una cultura che diciamo di amare dai vizi del mondo occidentale.

    mimmo
    Partecipante

    Cari miei, purtroppo, a mio avviso, quando una economia depressa entra improvvisamente in contatto con una economia ricca (es. europei che, per turismo, entrano in contatto con capoverdiani), emergono inevitabili problemi di carattere sociale anche se per ipotesi, il comportamento del turista risulti, nel tempo, impeccabile sotto il profilo comportamentale. Ma ciò è naturale in quanto gli effetti prodotti dallo spirito di emulazione che si scatena in un individuo povero di materialità, in contatto con un individuo, al contrario, ricco, possono talvolta destabilizzare la parte più debole. Con ciò, ovviamente, non intendo dire che viaggiare nei paesi economicamente poveri, sia da evitare. Io, ad esempio, sono uno di quelli che alla ricerca continua del vento per placare la smania da windsurf, ha investito tempo e danaro in località come Cabarete, Safaga, Venezuela, Brasile e Cuba, ovvero, in paesi ove il reddito pro capite è ben lontano dagli standard europei. Allora che fare se poi, una vacanza a Cabo comunque ci condanna ad aprire, al cospetto dei local, il appetibile nostro portafoglio colmo di dollari e carte di credito??? Semplice: spendiamo i nostri soldi con intelligenza, rispettando fin dove è possibile, la dignità umana. E po, facciamo capire che “non è oro tutto quello che luccica”. Chi ha capito, sa quello che intendo.

    Anonimo

    Vi chiedo gentilmente di non proseguire con alcun tipo di discorso socio-politico-economico in questo argomento.

    Un giovane e’ morto. Un amico e’ morto.

    Un dolce pensiero al ballerino di funana’ che possa continuare a danzare in un mondo migliore.

    imported_tattoo
    Partecipante

    cara margherita,123.
    mi rattrista molto,quello che e sucesso,e molto piu difficile e per te che conoscevi,questa persona,io posso darti solo le mie condoglianze,e credimi arrivero per vivere alla fine del mese,e non mi rallegra,l`idea di quello che sta incominciando.
    Purtroppo specifico incominciando,visto che quello che sta succedendo,in caboverde,lo abbiamo in un esempio cercano,con il nome Gran CANARIA,QUESTO ARCIPELAGO.era come Caboverde 20 fa,e ora hai solo capitalismo,mafia,droga,prostituzione,gia non puoi piu girare,tranquillo,te lo dico io che ci ho vissuto lo ultimo 3 anni.
    solo tenerife,ha superato la media europea,di livello di criminalita,
    ma ancora i canari,hanno una paga mensile 50% meno,egualiata a quella
    di un europeo,che faccia lo stesso lavoro,nella stessa impresa.
    Questo succedio,perche ancora oggi la gente importa,stranieri,per dargli lavoro,dicendo che la gente di li non sa lavorare,o non vuole,cosi E la via piu facile e emarginarli.
    So che e difficile da capire,ma prima questa gente viveva meglio di noi,senza tutto questo capitalismo,noi importiamo,e spendiamo i soldi,creando i costi piu cari,per noi e per gli isolani.
    guardare solo in caboverde,ma come si puo pretendere di guadagnare,gli stessi soldi che in italia?tutti aprono attivita,e ma si le spese,l`importazione´,le tasse,MA VA FANCULO,se tutto e un problema,stattene a casa,senza inquinare la purezza di questa isola.
    potrei scrivere mille parole,ma niente servira,i prezzi saliranno,la criminalita aumentera,e larcipelago morira,un altro esempio della distruzzione,dell`ESERE UMANO.
    ANCORA UN SENTITO DISPIACERE,PER ANTONIO.

    TATTOO.

    Iron Machine

    maddalena
    Partecipante

    Quello che e ‘ successo e’ una cosa tristissima ma soprattutto e’ scoprire che a Sal gira robina tipo crack opp. coca, boh non so se crederci… mi sembra cosi’ strano, e’ troppo triste

    Maddy

    imported_kris
    Partecipante

    …..anche io conoscevo Antonio….e…..sono senza parole…

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