Boavista: Racconti di Viaggio

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Questo argomento contiene 43 risposte, ha 0 partecipanti, ed è stato aggiornato da  imported_emilio 9 anni, 11 mesi fa.

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    imported_emilio
    Partecipante

    forum BOAVISTA
    RACCONTI DI viaggio:un progetto futuro
    ………………………….
    ………………………….

    synthiax
    Partecipante

    Emilissimus 🙂

    ma è un titolo o una minaccia o un nuovo forum….

    Inzzzommma spiegati !!!! :-)))))

    iottisan
    Partecipante

    No, x me è rimasto senza parole….. vero che è così???

    imported_emilio
    Partecipante

    x synthiax: A boavista non crescono angurie quadrate, (ah.ah.)
    vorrei in ogni caso prendere lo spunto per questo nuovo forum, titolato appunto
    BOAVISTA racconti di viaggio,
    in quanto come dice iottisan, sono rimasto particolarmente folgorato dalla terra dei Bubisti e avendo visto e amato un po’ di mondo, qui è presente una forza interiore che sprigiona dalla terra, che viene sollevata dal forte e caldo Aliseo che viene metamorfosta in bianca sabbia silicea, inabissandosi e contorcendosi più in basso nell’infinito cobalto dell’oceano……….
    per questo sono tornato
    per questo vorrei unire i vostri racconti
    non solo quelli di alberghetti o ristorantini o mercatini.

    imported_emilio
    Partecipante

    non avete prorio niente da raccontare………
    possibile
    che il forum sia soltanto……..
    informazioni brevi e ricerca di persone…………
    pensavo di poter condividere
    impressioni e racconti
    emozioni
    mah..
    nessuno che parla di morna…….
    allora penso che l’ultima
    possibile rivoluzione è quella di riuscire
    a cambiare il mondo dentro di noi
    visto che
    il mondo
    in alcune parti
    del mondo
    appunto
    sta mio malgrado
    rapidamente cambiando.
    non c’e’ nessuno che vuole
    (costruire) qualcosa
    di diverso ed alternativo
    a Boavista????????

    valery
    Partecipante

    NN e che puoi iniziare tu a raccontare !!!!! ma scusa !!!!!!!

    Valery

    le
    Partecipante

    Su Emilio non ti arrabbiare. Se spulci nel forum troverai tanti racconti su Boa vista.

    “non c’e’ nessuno che vuole
    (costruire) qualcosa
    di diverso ed alternativo
    a Boavista????????”

    Se potessi far qualcosa per Boa vista…
    Vorrei che fosse costruito un ospedale (non ci si accorge dell’importanza della medicina finché non se ne ha veramente bisogno), vorrei che il turismo di massa rimanesse solo nella zona Sal-Rei, Rabil e non strabordi nel resto dell’isola, vorrei che le macchine non andassero veloci dentro i paesi (rischiando di schiacciare galline ed investire bambini), vorrei che ci fosse un vero sistema di smaltimento dei rifiuti e un piano concreto per rimboschire l’isola.

    (Già che ci sono)Un grande scusa alle persone a cui devo ancora rispondere alle e-mail. Perdono…vi risponderò presto…è che sono più lenta di un bradipo con l’artrosi…

    imported_emilio
    Partecipante

    Se potessi far qualcosa per Boa vista…
    Vorrei che fosse costruito un ospedale (non ci si accorge dell’importanza della medicina finché non se ne ha veramente bisogno), vorrei che il turismo di massa rimanesse solo nella zona Sal-Rei, Rabil e non strabordi nel resto dell’isola, vorrei che le macchine non andassero veloci dentro i paesi (rischiando di schiacciare galline ed investire bambini), vorrei che ci fosse un vero sistema di smaltimento dei rifiuti e un piano concreto per rimboschire l’isola.

    Vorrei risponderti con una “RI-citazione citata” da Tortuga il
    22 gennaio 2003

    “un sognatore è colui che non sa trovare la sua strada se non
    al lume della luna……..
    ma il suo castigo è che egli vede l’alba prima degli altri”
    (O.Wilde)

    Per quanto riguarda l’ospedale sappi che è in costruzione un nuovo ospedale nella zona di Sal Rei; nel mese di gennaio ho avuto bisogno indirettamente dell’ospedale, per un intervento non proprio di primo soccorso; ti assicuro che l’impatto è stato a dir poco “raccapricciante”; la struttura passabile come facciata esterna , all’interno manifestava le tipiche carenze igieniche etc…
    Non vorrei entrare in particolari ma in tutta l’isola esistono solo due DOTTORI, di cui uno in quel periodo era anche in ferie.
    L’altro è stato irreperibile per due giorni perchè aveva urgenze nell’isola.
    Ci siamo affidati ad un infermiere con cambio di turno;
    e se qualcuno dei migliai di abitanti del ventaclub
    avesse bisogno di un immediata urgenza?
    non frequentando villaggi non mi pongo il problema,
    forse hanno i loro medici…

    il problema dei fuoristrada esiste, poichè possono circolare indiscriminatamente sulle dune,
    alterando almeno per ora,
    un fragile ecosistema regolato dal flusso degli alisei.

    lo smaltimento dei rifiuti è un problema soprattutto da imputare ai villaggi turistici.
    Allora perchè quando si rilasciano le concessioni edilizie,
    il governo non obbliga a chi investe in campo turistico a presentare un piano di smaltimento rifiuti, anche differenziato?
    Si bevono ettolitri di birra senza che venga restituito il vuoto.
    Il vetro impera ormai anche a S.Monica.
    Siete mai andati a vedere la spiaggia di Santa Cruz passando necessariamente per la discarica del Marine Club?
    L’ho percorsa a piedi ed anche in m.t.b.
    Uno spettacolo è anche la plastica che svolazza dappertutto.

    Il rimboschimento dell’isola è un progetto assai arduo
    almeno all’interno.
    Il processo di desertificazione è in continuo stato di avanzamento
    e le oasi dell’interno sono tutte abbandonate per mancanza
    di acqua dolce.
    A Santo Tirso per esempio, tirano l’acqua dal sottosuolo con dei mulini a vento.
    Che fare?

    Scusate la presunzione, ma non si potrebbero creare all’interno del Forum dei sottotitoli dedicati ad ogni singola isola,
    dove al loro interno siano trattati argomenti specifici, per facilitare la lettura e la ricerca?
    un saluto a tutti

    [/quote]

    bina
    Partecipante

    ma è possibile che nessuno sappia descrivere il ventaclub “boa vista “??????
    struutura,cucina,anamazione..
    un po in generale x capirci

    imported_emilio
    Partecipante

    bina sei capoverdiano?

    valery
    Partecipante

    ma a Bina nn gli vuole rispondere nessuno!!!!
    me ragazzi fino a pochi giorni fa eravate tutti a parlare di quasto villaggio, e ora siente tutti spariti!!!!

    E rispondetele!!!!

    Bina, vedrai che se avrai un po’ di pazienza pian pianino ti rispondono!!!almeno spero per te!

    baci

    Valery

    le
    Partecipante

    Ciao Emilo!
    Ti faccio qualche precisazione sul mio post di prima.

    So che stanno costruendo un ospedale, mi sembra che sia in programma con la realizzazione dell’aeroporto internazionale. Ma, come dici tu, mancano sempre medici. Nell’isola di Fogo c’è un bellissimo scambio di personale medico(medici vanno a Cabo, studenti vengono in Italia) proprio da Genova, la mia città. Sarebbe bello se ci fosse anche in altre isole. Poco tempo fa mi hanno raccontato che è morto un ragazzo (non faccio nomi, non è importante) per una banale allergia. Se ci fosse stata una costruzione adeguata, medicine e del personale qualificato, questo non sarebbe successo. Parlando d’esperienze personali io quest’estate sarei morta per una stupidissima infezione alla gamba se non avessi preso una quantità enorme d’antibiotici (per questo ogni giorno ringrazio il caro signor Fleming), da lì la mia frase: non ci si accorge dell’importanza della medicina finché non se ne ha veramente bisogno.

    Per quanto riguarda i fuoristrada il problema non è solo nelle dune, ma nei paesi. Poco tempo fa, parlo sempre di Boa vista, è stata investita una bambina che giocava per strada. Ma questo è un problema soprattutto capoverdiano. Quando aumenterà il turismo e gireranno più turisti da soli nell’isola, spero che si ricorderanno delle mie parole: non andate forte quando passate per i paesi! I bambini giocano per strada, i cani dormono per strada e le galline razzolano per strada, non investiteli!

    Lo smaltimento dei rifiuti…sicuramente sarebbe giustissimo che i villaggi turistici si prendessero le loro responsabilità. Il problema è che, almeno in alcune zone dell’isola, non esiste proprio un piano di smaltimento dei rifiuti. I rifiuti deteriorabili sono dati agli animali, buttati in terra o mischiati con altri non deteriorabili. Dove finiscono questi? Sono trasportati a qualche decina di metri dal paese in una bellissima montagna di plastica. Se la spazzatura viene buttata nel posto consono, a volte passa qualcuno pagato dal governo che se li piglia e li va a sotterrare da qualche parte più lontano, altrimenti riamane in giro.

    Boa vista sta diventando sempre più desertica. Normale visto la scarsa piovosità e l’alto numero di capre (per chi non sapesse le capre si mangiano tutto). Che fare, eliminare le capre? No, poverette!
    Quest’estate quando ha piovuto sono rimasta sconvolta dai fiumi immensi che si sono formati per la pioggia. Era impressionate. Peccato che tutta quest’enormità d’acqua sia andata per lo più dispersa. Non esistono strutture adeguate che trattengono l’acqua.
    Non so di cosa parli per oasi all’interno?
    Io sono stata in campagna proprio nell’entroterra. Sembrerà strano, lì l’acqua non ce ne è tantissima ma ce n’è(molta di più che in alcune zone della Sicilia). Ci sono molti pozzi e un’altra cultura dell’acqua, soprattutto sul come non sprecarla (cosa che dovremmo imparare anche in Italia). Quando ero lì mi sono presa un sacco di sgridate perché, per quanto mi sforzassi, ne usavo sempre troppa. La prima volta che ha piovuto, me lo ricordo come uno dei momenti più belli della mia vita. Pioveva fortissimo e siamo dovuti correre sopra il tetto (terrazzo) della casa con le scope per pulire il pavimento. Infine abbiamo collegato un tubo che portasse l’acqua della pioggia dentro un pozzo. E dopo tutti fradici di corsa dalla zia a salvarle la casa allagata, poi rigorosamente a bere grog e infine ad osservare estasiati gli enormi fiumi e i ragazzi che vi si tuffavano dentro. E poi di nuovo a bere e a festeggiare…
    Per questo ho detto, forse un po’ egoisticamente, che spero che il turismo si fermi solo a Sal-rei, Rabil, non vorrei mai che qualcuno distruggesse la meravigliosa armonia che c’è ancora in molti posti.
    Basta vado a dormire…
    Notte!

    imported_emilio
    Partecipante

    Sal Rei-Rabil-Povoacao Velha-Curral Velho-Santo Tirso-Rabil-Sal Rei
    in M.T.B.

    Partiamo dalla piazza S.Isabèl di Sal Rei, percorrendo la strada “pitoresca”, costruita dalle donne capoverdiane con i tipici blocchetti di basalto posti a secco. Percorsi con le nostre mountain bike i nove chilometri misti a pavè ed asfalto raggiungiamo Rabil, dove si trova l’aereoprto che diventerà scalo internazionale tra meno di un’anno. Lasciato alle nostre spalle il piccolo agglomerato di Rabil, costruito su una cresta rocciosa erosa dai venti, la strada a pavè si dirige verso sud-est,costeggiando il deserto di Viana.
    A poco a poco le nostre pedalate ci fanno entratre nell’arteria pulsante dell’isola, dove a dominare sono gli elementi naturali.
    Dopo qualche chilometro, una evidente deviazione a destra, con indicazione Santa Monica (Km 19), ci porta risalendo leggermente e poi scendendo in una piccola valle vulcanica, in prossimità della Rocha de Estancia (mt.350 s.l.m.),
    al villaggio di Povoacao Velha,l’insediamento più antico dell’isola.
    Oggi forse quello maggiormente intatto e privo di qualsiasi forma di turismo. Qui troviamo da dormire presso una famiglia locale, che ci offre una piccola stanza che si affaccia all’interno della corte.
    Il villaggio è incantevole con le sue piccole case colorate ad un piano, con i tetti a capanna o con piccole terrazze panoramiche e le facciate razionali e semplici: una porta di ingresso centrale con due finestre laterali. L’ingresso generalmente stretto e lungo, dove si affacciano le camere, porta ad un cortile interno, dove in genere si trova una cisterna per l’acqua meteorica. Il luogo è riparato dal vento ed offre un spazio aperto per conversare e bere una birra gelata.
    Alla fine del villaggio si trova la chiesa più antica di tutta l’isola, Nossa Senhora de Conceicao, edificata dai poroghesi nel 1828.
    La sua facciata di calce bianca, si illumina quando la luna è piena, riflettendo la sua mirabile scenografia al cospetto delle scure e cupe pietre della Rocha de Estancia.
    Da questo punto, una pista di terra battuta e piccoli sassi vulcanici scende alla spiaggia di Varadinha (km 2) e a quella di Curralinho (Km 9),denominata anche Santa Monica.
    Con la mountain bike è possibile scendere e costeggiare una pista parallela alla spiaggia, poichè la sabbia a grana fine non permette di proseguire la marcia in prossimità del mare.
    La spiaggia di Curralinho, riserva per i suoi 18 chilomertri uno spettacolo unico per la sua peculiarità ma sopprattutto per il suo carattere solitario. Curalinho metaforicamente è come un eremita, che invece di toccare il cielo blu di alta Montagna, si bagna nelle acque blu cobalto dell’Oceano, perdendosi nell’orizzonte offuscato del tropico.
    La spiaggia di Varadinha, offre una morfologia decisamente diversa, per la presenza di alcune cavità di origine vulcanica, formate da rocce basaltiche, le quali creano una barriera naturale tra il deserto e il mare ed una fascia cromatica unica, dove la vegetazione è assente. Il nero, il bianco ed il cobalto emanano luci cangianti ed in movimento, lasciando lo spazio vivo all’immaginazione e proiettando la mente verso sogni onirici.
    La pista prosegue per altri 18 km circa, fino all’estremo sud, incontrando l’antico villaggio di pescatori di Curral Velho, ormai abbandonato ed in fase di insabbiamento.
    Qui si può vagabondare senza meta nella salina naturale tra le ceneri vulcaniche e la sabbia immacolata.
    La spiaggia è contornata da dune di sabbia bianchissima mista a vecchi coralli. Alcuni piccoli gruppi di palme si stagliano ai limiti della sabbia come giganti solitari battuti dal vento. Qui se si è fortunati è possibile trovare acqua di cocco e percorrere una spiaggia che in alcuni punti è larga oltre 200 metri.
    Ho contato 280 passi per arrivare al mare.
    Si avverte l’assoluta potenza della natura, il suo manifestarsi e la sua capacità di lenta trasformazione attraverso l’elemento Vento.
    Dalle vecchie abitazioni di Curral Velho, alcune ancora con i tipici tetti con copertura di foglie di palma e paglia, dopo una evidente curva sulla sinistra priva di qualsiasi indicazione, con un pò di attenzione ed intuito si imbocca la pista che in direzione nord-ovest, conduce nuovamente in prossimità di Rabil.
    La pista talvolta segnalata lateralmente con dei sassi, ci fa percorrere il basamento del vulcano, incuneandosi con i suoi flessuosi meandri all’interno dell’isola.
    Una vertebra dorsale di nero lapillo, dove il deserto si tinge di nere sfere vulcaniche. Arriviamo con un tramonto sublime, con le nostre polverosissime biciclette, all’oasi di Santo Tirso.
    I tralicci dove sono montate delle pale di ferro azionate dal vento servono per strappare dal sottosuolo quel poco di acqua presente.
    Percorrere di notte i venti chilometri totalmente desertici con la luna piena, è un’esperieza emozionante, sopprattutto quando fai a meno della tua frontale per trovare la strada, facendoti guidare dal lume della luna.
    Al termine la pista di terra intercetta la strada di pavè.
    Svoltiamo a sinistra.
    I bagliori inaspettati del “mostro ventaclub” in un orrizzonte indefinito, ci scuotono mentalmente; una discesa molto gradita ci riporta, accompagnati da una fresca brezza proveniente da nord a Rabil, dove dormiamo nuovamente ospiti di un signore capoverdiano
    che vive parte dell’anno a Basilea.

    boavista-parte prima|1 “il titolo me lo suggerite?”

    willy99
    Partecipante

    Accidenti Emilio!!! Mi hai fatto venire brividi su tutto il corpo…ho già stampato questa prima parte del tuo racconto..e appena arriverò a Boavista (Il 15 febbraio) ripercorrerò il tuo tragitto su Mountain Bike..Promesso!!
    Grazie
    Willy

    imported_emilio
    Partecipante

    ciao willy, poi però racconti anche tu…………..
    comunque non ero sotto effetto……….

    quanto tempo rimani a boa?

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