10 DOBLONI D’ ORO 2

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    valentina comi
    Partecipante

    ….sarai sorpreso da queste montagne…’, mi aveva detto Francesco prima di partire, figuriamoci, dopo l’Hindukush, il Butan….le Dolomiti…eppure so che anche lui ne ha viste di montagne e qualcuna ne ha scalata.
    Invece mentre il fuoristrada arranca e sale rapidamente lungo l’ Estrada da Corda su per l’arido versante Sud dell’Isola di S.Antao riscopro ed assecondo ciò che Proust definiva l’aspettativa del meraviglioso.. ‘…Ancora non e’ niente…’ dice il mio compagno di viaggio. Rapidamente, mentre continuiamo a salire, il paesaggio cambia, la vegetazione tropicale man mano che saliamo progressivamente si mischia alle conifere, un boschetto di abeti( !!! ) appare sui versanti alla mia destra, il “ Pico da Cruz”, 1650 metri,…l’aria diventa frizzante, improvvisamente ci troviamo tra le nebbie. Quando si aprono scopro di trovarmi su di un passo, la strada scorre su una lama sottile, valli profondissime e canyons alla mia sinistra, la Ribeira ( valle ) da Torre alla mia destra, e l’imponente nera parete del Rabo Curto, un vulcano spaccato. Un paesaggio da plastico, perfetto, dalla verticalita’ che stordisce i sensi, un mondo in miniatura proprio sotto di noi e a portata di mano come i plastici con cui quelli della mia generazione hanno giocato con i soldatini ” Atlantic” ( chi non se li ricorda? ); in realtà un mondo reale profondo e lontano ma l’aria e’ così tersa che tutto sembra a portata di mano.

    Poi ci sono loro, la gente di Capo Verde, dall’ospitalità spontanea, dai ritmi lenti, semplice, genuina e ingegnosa. Lungo una strada di montagna un signore anziano ci fa un cenno e ci invita ad entrare in casa sua, e’ una casa tirata su a “tufoni”, e’ buia, non c’e’ niente, niente acqua corrente, niente elettricità, una candela, un’icona sacra ritagliata da una rivista ed i materassi per terra per dormire, divide quel niente con noi, una bottiglia di Pontche de Coco ( Rhum locale e succo di cocco). Tre bambine bellissime, capelli ricci, biondi, occhi verdi e pelle del colore dell’ambra, mostrano una foto, ridendo; tiriamo fuori qualche moneta, ma no, non la vendono. Vogliono solo mostrarcela e continuano a ridere, forse e’ la prima foto che hanno visto, magari glie l’ha scattata poco fa un francese di passaggio con una polaroid ( esistono ancora ? ). A Ribeira Grande ci sentiamo rincorrere per strada: “ …Monsieur, Monsieur…”, e’ un ragazzo con un telefonino in mano, qualcuno di noi l’ aveva dimenticato in una specie di baretto; prova a lasciarlo in un bar a Milano, dice Sara.

    A Tarrafal de Monte Trigo, raggiungibile in circa 3 ore e mezzo di traversata tra piste sconnesse attraverso gli altopiani lavici della parte Ovest dell’Isola d S.Antao, al termine di un vero trasferimento in stile “ Overland “ ci attende in un angolo appartato di fronte all’oceano, il “ mar Tranquillidade”, la piccola Guest- House di Frank & Susie, in un angolo di mondo lontano da tutto, situato in un tratto di costa che vede un susseguirsi di baie e spiagge totalmente selvagge. Qui, in un mare che e’ solito vedere il passaggio al largo delle megattere che vengono in queste acque ricche di nutrimento ad allevare i piccoli appena nati, oltre al passaggio di delfini, orche e tartarughe di mare, i partecipanti al Cabo Verde Adventure Raid trascorrono due giorni di totale relax presso un lodge in perfetto stile ecologico ed armonizzato con la natura ed il tranquillo paesino adiacenti.
    Abbandoniamo a malincuore S.Antao e le sue valli verdi avvolte nel profumo di melassa, odorose di resina ed altri odori sconosciuti e indefinibili, come quelli della distilleria di Lindo, una delle ultime Hacende dove il Grogue viene ancora prodotto secondo le tecniche dei secoli addietro tramite il tradizionale Trapiche, il meccanismo a mole e timone di 9 metri che spreme le canne da zucchero e viene azionato da tori aggiogati. L’ Isola dove, attraversando incredibili paesini di montagna lungo l’ Estrada da Corda che taglia la parte Nord Est dell’Isola, abbiamo incontrato le donne dalle quali abbiamo acquistato e subito gustato, tagliandolo col coltello e dividendocelo seduti sul cassone del pick up, attraversando le montagne, il fresco formaggio di capra.
    Ma dobbiamo fare adesso un flash back, un passo indietro: all’Isola di S.Antao eravamo giunti in traghetto, stretti tra i sacchi di patate ed altri ortaggi, un maiale, 2 cavalli ed i capoverdiani che vomitavano a riprese, dall’Isola di S.Vicente, raggiunta invece in volo dall’Isola di Sal, il secondo giorno del nostro viaggio alle Isole di Capo Verde……

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