Cape Verde Islands

Wednesday 18.09.2019

 
 
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 Oggetto del messaggio: CAPOVERDE AVVENTURA
MessaggioInviato: mer mag 23, 2012 3:55 pm 
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Iscritto il: mer mag 23, 2012 3:48 pm
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Dopo averlo a lungo sospirato abbiamo realzzato un sogno che covavamo da tempo, un viaggio itinerante a Capo Verde, con l’ intento di conoscere diverse isole, evitando, attenendoci a quanto avevamo letto in giro, ad evitare Sal. Contrariamente a quanto facciamo di solito, questa volta non abbiamo organizzato da soli, ma abbiamo preferito affidarci ad un operatore esperto del posto, Capoverdeavventura- Loxodrom Adventure Team, e la scelta non poteva essere più felice, dall’ organizzazione pre-viaggio all’ assistenza durate lo stesso: credo sia l’ unico che fornisce, oltre ai bravi coordinatori locali, tra cui il mitico Dilson “Didì”, anche l’ assistenza tramite SMS dalla centrale operativa a qualsiasi ora del giorno e della notte, che abbiamo provato e riscontrato efficentissima: insomma, ci siamo sentiti assistiti e coccolati dall’ inizio alla fine, il che non è poco in questi tempi di incertezza, e, dobbiamo dire, indispensabile in un posto affascinante ma caotico come Capo Verde, dove l’ organizzazione dei dettagli senza affidarci ad esperti del posto può sottrarre tempo prezioso alla vacanza.
Abbiamo scelto, tra quelli proposti sul sito, il Raid 2 settimane special, il più completo quanto a conoscenza della cultura e della natura dell’ arcipelago, esattamente le Isole: Sao viçente, Santo Antao e Boa Vista.
La prima ci ha piacevolmente accolto con i ritmi, a volte animati, nelle prime ore del mattino, a volte più lenti e quasi malinconici ( la malinconia portoghese qui è palpabile ) nelle ore del tardo pomeriggio, per poi accendersi la sera con concertini di musica dal vivo, con le larghe vie ed i vicoli della capitale, Mindelo. Su suggerimento del Team Capo Verde Avventura, abbiamo evitato i ristoranti che offrono menu turistici, per andare nelle botteghine dove mangiano gli operai e i pescatori, o nei chioschi dove per pochi centesimi si compra murena fritta, pasteilas de peische….certo la sera ci siamo trattati qualche volta un po’ meglio, come all’ Archote, vera cucina capoverdiana, ma ci siamo alcune sere concessi ugualmente ‘street food’ ( consigliamo le brasseries sull’ oceano, qui è praticamente impossibile trovare turisti, ma solo capoverdiani, e la brace è buonissima ).
Di qui, in tragetto a Santo Antao: non ci sono le parole per descrivere quest’ Isola, è proprio vero quanto ci aveva promesso l’ organizzatore, Capoverde Avventura, il cui general manger è un profondo conoscitore e amante dell’ arcipelago, nochè geologo, Francesco Averani: ce l’ aveva preannunciata come probabilmente l’ isola più bella dell’ Atlantico insieme a Madeira e così ci è sembrato ( non siamo mai stati a Madeira ma ci fidiamo ). Abbiamo esplorato la parte Nord dell’ Isola, quella più verde e montuosa, tra canyons, valli verdi e montagne ripidissime che a volte ricordavano la Tailandia a volte il Perù: le memorie della cdcam si esaurivano una dopo l’ altra a furia di fotografare. Qui, ma anche a Sao Viçente, si può vedere, nella carnagione caffelatte, a volte molto chiara, il colore chiaro di occhi ( a volte verdi, a volte quasi azzurri ) e capelli, fino al castano chiaro quasi biondo, la commistione di razze che è esistita nel passato tra colonizzatori europei e locali, provenienti, i primi insediati, dalla costa ovest dell’ Africa ( Capo Verde è stato , agli albori della sua storia, una sorta di ‘hub’ del commercio di schiavi ).
Indimenticabile la discesa attraverso la Valle di Paùl, che alcuni definiscono la Valle dell’ Eden, e che noi abbiamo ribattezzato ‘ la Terra di Mezzo’ per l’ analogia con la felice valle degli Hobbit. Dopo un paio di giorni di ozio e di immersione nella genuina vita degli abitanti dei piccoli villaggi di pescatori, ce ne siamo tornati a Sao Viçente per volare, di qui, con uno scalo a Sal che ci ha permesso di visitare Pedra de Lume, ipmperdibile, a Boa Vista. Quest’ Isola è estremamente rilassante, sconsigliata a chi cerca le luci, i suoni e il casino delle discoteche tipo rivira spagnola: tutt’ altro, qui ci si può concedere tempo per se, per ascoltare il prossimo, che facilmente può essere un vecchio capoverdiano con cui parli come se fosse un amico da sempre, dopo una giornata di mare che ti ha stancato l’ anima, dal respiro possente dell’ oceano e del vento, più del fisico. Qui ogni giorno puoi raggiungere una spiagia diversa, e ciascuna ti riserba sorprese diverse, una striscia rosa infinita fatta di sale, dove una volta arrivava il litorale, 18 km di solitudine di Curralinho, baiette appartate tra gli scogli in un’ altra, una ‘colonia’ di ricercatori spagnoli che proteggono la deposizione delle tartarughe che sembra uscita da un documentario dei primi anni ’70, coi ricercatori che la sera, bandane al collo e ‘sigarette’, imbracciano la chitarra di fronte al tramonto…la gita di notte nel deserto con spaghettata….insomma al ricordo quasi quasi mi viene da piangere dalla nostalgia, un grazie grande così a Franz e a CAPOVERDEAVVENTURA per uno di quei viaggi che capitano una sola volta nella vita!!!!!!
Anna, Giorgio, Chiara e Federico


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